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diario di scuola

L'iter compositivo è stato affrontato affidandoci all'esperienza del passeggiare in quanto simile alla pratica dell'incorniciare in continui riquadri gli elementi del nostro vagare.

Questo ci ha permesso di compone un insieme architettonico-filmico della città di Caraglio e delle sue evidenze che entrano a far parte come protagoniste del progetto. Camminando, sotto i nostri occhi di spettatori in movimento, scorrevano le immagini di questo paese. Che cosa vediamo? «Una serie di panorami» e «visioni» intercettate. E davanti a noi, in movimento si creavano diverse viste e «inquadrature pittoresche». Come consumatori di vedute abbiamo trasfigurato questo spazio urbano in uno spettacolo che si snoda tra sequenza architettonica e topografia. In tal modo, dispiegandosi ininterrottamente, l’insieme architettonico ci offriva occasioni visive che trasformavano il nostro sentire da visitatori, quasi alla lettera, in spettatori cinematografici avvicinando in un unico atto narrativo il cinema all'architettura. 

La lettura del territorio di Caraglio è avvenuta così attraversandolo come avviene per lo spettacolo cinematografico in genere, poiché un film – lo schermo di luce – viene letto per attraversamento, ed è leggibile in quanto attraversabile. Mentre lo attraversiamo, esso ci attraversa. Come sostiene Le Corbusier, costruendo la sua idea di passeggiata architettonica: «lo spettacolo architettonico si offre consecutivamente alla vista; seguiamo un itinerario e davanti a noi si sviluppa un’enorme varietà di vedute; giochiamo con un diluvio di luce».